18 dicembre 2009
moriremo per overdose da pillola rossa
5 dicembre 2009
"IL MONDO CONTINUA AD ESSERCI ANCHE SE CHIUDI GLI OCCHI"
21 novembre 2009
4 novembre 2009
LA PAROLA CREA UN'ELEVATA DIPENDENZA. NON INIZIARE.
avevamo ricoperto le mura bianche senza spigoli di quella stanza di scritte ad inchiostro nero per non dimenticare mai ciò che pensavamo. c'era quel pezzo di musica classica contemporanea in cui da strafatti avevamo ritrovato noi stessi in ogni singola nota. lì dentro c'erano racchiuse e trasformate in musica tutte le nostre gioie, tutte le nostre tristezze, ogni lacrima e ogni singola carezza. adesso non riesco più a riconoscere quale traccia fosse di quell'album. era tutto un pezzo di vita chiuso in sei minuti di accordi senza parole. io che non ricordo mai un cazzo ho impressa in mente come una fotografia sbiadita quella notte in macchina. che sembra passata una vita e invece la vita ce l'abbiamo ancora tutta davanti. non avevamo il coraggio di pronunciare quella parola e se lo facevi lo facevi tra le lacrime. la vita che non avremmo mai immaginato, la vita che mai avremmo voluto. la vita che avremmo desiderato. che cazzo di senso ha adesso ripensare a ciò che non è stato o non è stato? come immaginare come sarebbe venuto su bene un figlio che abbiamo abortito. non c'è più spazio per i rimorsi. adesso è tempo di capire che non abbiamo più molto tempo. quel che ricordiamo non ha più importanza. è quel che viviamo adesso in questo preciso istante ciò che più importa. ci siamo ubriacati per sempre con tutte le lacrime che abbiamo versato. ci siamo iniettati in vena tutti gli errori che abbiamo commesso lungo un cammino fatto di ogni sensazione che si possa provare o contraffare. adesso il vento gelido cerca di imitare un respiro perduto. ho un occhio da 50mm attraverso cui filtrare il mio sguardo. un vocoder attraverso cui far passare la mia voce prima che tu possa sentire le mie parole raccontare di tutto questo. di quando restiamo gli unici superstiti ancora in piedi nella notte assassina e tutti gli altri riversi sulle scalinate e sulle panchine delle piazze ormai silenziose o a regalarsi parole ipocrite e orgasmi sinceri. le albe allucinogene sui porti industriali mentre le puttane sfinite ci sorridono con entrambe le labbra arrossate come i nostri occhi stanchi di ricevere immagini e bisognosi del nero del nonpensiero. partiremo per le zone di confine dei nostri cuori. a sperare di farci sparare addosso dai sentimenti in rivolta. i nostri sentimenti in permanente guerra civile e noi come promotori di una pace impossibile non resteremo impassibili di fronte a ogni nostra nuova sconfitta. che questi giorni si diluiscono tra le mura come gocce d'acqua scomposte e si sente l'assenza insostenibile di un'idea difficilmente realizzabile.
19 ottobre 2009
e' quando si dorme che si dice davvero la verita'
14 ottobre 2009
ci rivedremo solo di passaggio, senza neanche guardarci negli occhi
13 ottobre 2009
10 ottobre 2009
8 ottobre 2009
5 ottobre 2009
potremmo anche non salvare i cambiamenti correnti e ricominciare tutto dall'ultima volta che ci siamo salvati
30 settembre 2009
A OGNI REAZIONE CORRISPONDE UNA REPRESSIONE. SEMPRE. E NON C'E' CHE DA GUARDARSI ALLO SPECCHIO.
26 settembre 2009
non ci sarà bisogno di andare ad aprire alla porta
24 settembre 2009
per strade da inventare
..mentre a me piace camminare..
..piano..
..e lasciare la mente libera di affogare tra le mie nuvole di sogni e di ricordi..
..un viso appare in dissolvenza..
..mentre le lacrime non passano dagli occhi e mi piovono dentro.. così tante.. che si accumulano e formano un lago di rimpianti..
..in queste strade la vita mi scorre intorno..io la osservo..ma non voglio sentirla..
..mi basta quella che mi brucia dentro..quella che mi tenta..e io non so resisterle..devo toccarla anche se brucia e fa male..con il suo fuoco devo giocarci..
..e allora..facciamo finta che sia un gioco..e allora me la gioco..fino alla fine..rischiando tutto..
Le cose che se ne vanno e non ritorneranno
le lacrime che non abbiamo pianto e abbiamo dentro
i baci che non abbiam potuto trattenere
e che ci restano tra i sogni come nuvole di miele
le notti in cui abbiamo guardato oltre le stelle
la musica che ci siamo tatuati sulla pelle
i fuochi che c’hanno riscaldato e poi bruciato
ma noi ci abbiam giocato …
..in questa partita con la vita..c’è chi si trova in mano carte buone..e non sa riconoscerle..
..io ho sempre avuto carte discrete..ma non ho mai..mai..passato una mano..
..il trucco sta nel capire quando è il momento di alzarsi e cambiare tavolo..uno a caso..
..e allora viaggio senza meta..come un rabdomante in cerca di vita..e mi fermo solo quando l’anima inizia a tremare..
..e continuo a viaggiare..anche se il biglietto..io..non ce l’ho..
..e sfuggo ai controllori..a chi cerca di fermare questo mio vagabondare per il mondo e per le sensazioni..
..perchè non è che l’inizio..ogni volta è sempre un nuovo inizio..senza aver mai smesso..
..e quando queste strade le avrò conosciute a memoria..me ne andrò..e se non dovesse più esserci un’altra strada..semplicemente..me la inventerò..
Le carte che non abbiam giocato ed eran buone
la luna che si nasconde in fondo a una canzone
il viaggio di chi non ha biglietto e non ha meta
e vagabonda per il mondo con il passo di un profeta
chi smette e non ha avuto il tempo di iniziare
chi sbaglia e non sa che c’è concesso anche sbagliare
le strade battute troppe volte e dopo andare
per strade da inventare …
..e ogni tanto mi fermo..
..mi fermo per un giorno in un bar..
..mi fermo per una notte nel letto di una puttana..
..mi fermo per un’intera vita in questo mondo..
..mi fermo a sentire le mie viscere contorcersi quando questa vita non mi piace..
..e allora la impasto, la mescolo, la giro e la rigiro, la prendo a calci e pugni per farle cambiare forma e farla diventare come la vorrei..
..ogni tanto sbaglio..commetto qualche errore..
..cado e mi rompo un braccio, una gamba, mi rompo la testa..il cuore..
..ma tutto si aggiusta..anche questi dolori..servono..
..anche ferirsi un dito con le spine della vita..serve..
..quel sangue che gocciola..è l’esperienza..
..quel sangue annaffia e fa crescere il fiore della conoscenza che ci portiamo dentro..
..non bisogna aver paura di farsi del male..
..tu ce l’hai, la paura di farti del male?..
..io no..io non so più neanche cosa sia..la paura..tanto mi sono fatto male..
..e ho il coraggio di rischiare..per sapere cosa sia..davvero..la vita..
..e me ne vado per queste strade..come un pazzo..che cerca di afferrare con le mani..l’aria.
Chi cerca di far la vita come la vorrebbe
ballando con i suoi tanti errori e la sua febbre
cercando di non svilirla troppo tra la gente
nell’assurdità dei giorni nel gestire delle ciance
le spine che troveremo dentro l’esperienza
son fiori che schiuderemo con la conoscenza
le cose che ci sarà concesso di sapere
solo a saper rischiare …
21 settembre 2009
in fondo non è poi così brutto come sembrava
mentre fissava il vuoto, una serie di immagini e pensieri gli attraversò la mente. l'amore acerbo che lo aveva sorpreso nel periodo più spensierato della sua vita. quello consapevole e matura che lo aveva colpito in pieno cuore per regalargli le gioie più grandi e che lo aveva lasciato morente e con cictrici che sarebbero rimaste per sempre. vide il volto di una donna segnato dalle lacrime e quello sorridente e puro di una bambina dai capelli biondi. si ricordò di tutti i peccati che aveva commesso nella sua breve vita e di tutte le volte che si era sporcato le mani e l'anima nei modi più riprovevoli. vide il cadavere insanguinato di chi un tempo aveva camminato al suo fianco lungo la strada che attraversa la giovinezza. i volti di chi gli era stato accanto che adesso sorridevano a migliaia di chilometri da lì. si ricordò della prima sbronza, del primo acido, della prima volta che aveva scopato e della prima in cui aveva fatto l'amore. della prima sigaretta, della prima volta che aveva pianto davvero, del giorno in cui aveva conosciuto la morte, della prima volta in cui aveva capito che se dio esiste oppure no a lui non fotteva un cazzo e di quella in cui era arrivato alla conclusione che questo mondo è fatto male e che lui non avrebbe fatto più niente per provare a cambiarlo. pensò a quelle due mani che tante volte avevano asciugato le lacrime sotto i suoi occhi e che nessun altro lo aveva più visto piangere. pensò ad una voce che non aveva mai sentito ma che gli scriveva da lontano, capendolo forse più di quanto avesse fatto chiunque altro senza averlo mai conosciuto davvero.
si toccò la cicatrice sul polso sinistro e provò di nuovo i dolori che aveva sentito dentro ogni volta che l'aveva riaperta con una sigaretta. si guardò le mani e poi si toccò la bocca, gli occhi, si annodò tra le dita i capelli lunghi e poi si mise una mano sul cuore che batteva tranquillo. si ripetè a voce bassa il suo nome e la sua data di nascita. perchè ciò che gli restava era tutto lì. sè stesso. niente di più. guardò di nuovo la luna e poi ancora di sotto. chiuse gli occhi. attese un attimo. poi saltò giù. ma dall'altra parte. si voltò e sputò nel vuoto.
era uno sputo in faccia a dio, al destino, al futuro, al passato, a chi non gli aveva dato abbastanza, a chi era fuggito impaurito, a chi si era arreso, a chi non ci aveva mai provato.
accese un'altra sigaretta, si voltò e andò via con di nuovo negli occhi l'odio e la voglia di vivere di chi non ne ha mai abbastanza e trova sempre la forza per rialzarsi e stringere di nuovo i pugni, sapendo però anche aprirli per regalare carezze.
non era ancora il momento di regalarsi la fine.
conosci bene
qual'è la fine che volevo
anche se no, non mi conviene
15 settembre 2009
9 settembre 2009
in caso di semaforo rosso chiudere gli occhi e procedere dritto
6 settembre 2009
il problema E' proprio che non c'e' piu' nessun problema
2 settembre 2009
e poi scriveremo che ci hanno fregato di nuovo
30 agosto 2009
28 agosto 2009
tutto passa e lascia un segno

tutto passa e lascia un segno
indelebile
l'eterno è morto
sepolto sotto il fiume del tempo
non restano che luoghi e momenti
ricordi sbiaditi e accatastati
è il momento di ripartire da sè
dall'unità minima
dai telefoni che non suonano
dalle notti solitarie
dalle corsie preferenziali
dalle soste momentanee
senza vincoli nè certezze
è il momento di ricominciare a prendere
senza preoccuparsi di dare
riprendere i vecchi vizi
ingozzarsi di vita fino allo sfinimento
dimenticarsi i nomi e le strade
anche quelle del ritorno
dove si dovrebbe ritornare?
non c'è più un luogo che ci appartenga
nè qualcuno ad aspettare
allora via
di corsa verso il nulla
a piedi nudi sull'asfalto bagnato
fermarsi un attimo
arraffare tutto e poi scappare
non c'è nessuno da tradire
l'abbondanza è quindi lecita
la varietà è la morte della noia
non dà spazio ai legami
nè permette la stabilità
e allora prego, c'è spazio per tutti
ma a nessuno è permesso di restare
26 agosto 2009
questa mancanza è solo un forte bad trip
chissà per quanto tempo ancora continueremo a piangere senza lacrime. con quel nodo in gola che non riusciamo a sciogliere neanche a tirarlo con i denti. chissà per quanto tempo ancora avremo bisogno di vomitare queste inutili parole. a rivedere sempre gli stessi filmati girati col telefonino di bassa qualità come i nostri ricordi che vanno via via sbiadendosi. se guardi bene mi trovi in prima fila. lontano mille bicchieri da come eravamo sprofondati bene. torturiamoci ancora un po' con le solite note prima di tuffarci di nuovo nel mare della vacuità. a ridere di schianto senza il minimo bisogno di profondità. che i ricordi degli ultimi mesi sono tutte foto dai coloranti tossici e sfumature alcoliche. prendere in prestito bottiglie intere e restituirle vuote ma tu non dirlo mai e non ci saranno problemi. e non dire mai a nessuno qual'è il segreto del nostro resistere a questo mondo. di come riusciamo a spegnere ogni pensiero e a trovare sempre qualcosa di cui ridere. dici che non mi facevi così volgare. beh, non mi facevi neanche che mi facevo. non mi facevi e non mi farai mai in tanti modi in cui invece sono. perchè non ne avrai mai la possibilità. la possibilità di lasciarsi vedere dentro è un privilegio che lasciamo a pochissimi eletti. quando succede neanche ce ne accorgiamo. ci entrano dentro senza chiedere permesso. è un'irruzione di cui a volte faremmo volentieri a meno. se solo sapessimo come andrebbe a finire. quando avranno visto come in realtà siamo. quando saranno riusciti a profanare ogni angolo nascosto delle nostre anime. per questo non si dovrebbe mai immaginare niente di nessuno senza aver prima sentito. ciò che ami non sono io ma l'idea che hai di me. quell'idea astratta che solo in parte corrisponde alla realtà. la nostra è saliva lisergica e a me va' di farmi ancora un po'. che mi va' ancora un po' di questi effetti: perdita di consapevolezza e lucidità psico-fisiche, contrazioni uterine, aumento della temperatura del corpo, elevati livelli di zucchero nel sangue, secchezza della bocca, accaponamento della pelle, diverse sensazioni della temperatura corporea (caldo e freddo), aumento del ritmo cardiaco, contrazione della mandibola, forte sudorazione, dilatazione delle pupille, alterazioni del sonno. per ricordarrmi che l'amore è una forma naturale di lsd.
più vivi di così si muore
20 agosto 2009
19 agosto 2009
15 agosto 2009
"chi vive nei sogni è sveglio solo se è in lui"
" sai quello che pensi e non sai quello che fai
odio negl'occhi, e la testa vuota
ma chi vive nei sogni è sveglio solo se è in lui "
12 agosto 2009
primo probabile avvistamento della luna
5 agosto 2009
"o meglio ancora, sparire qui"
29 luglio 2009
28 luglio 2009
è l'errore di continuare avendo già finito
23 luglio 2009
peggio di così solo la bottiglia di martini vuota
18 luglio 2009
qualcos'altro che semplice esistere
11 luglio 2009
come un santo al contrario
30 giugno 2009
quel difetto dava un certo fascino ai tuoi sorrisi più falsi
27 giugno 2009
"questo è tutto ciò che abbiamo fatto: abbiamo giocato, come a mamma e papà"
23 giugno 2009
la tua presenza è piacevole come il bacio di una zanzara

in queste notti estive, che il caldo ti si appiccica addosso, vai a dormire che la notte è già giorno. butti tutti i vestiti sulla sedia accanto al letto, chiudi la luce e chiudi gli occhi. silenzio. pochi attimi di silenzio. e una zanzara inizia a ronzarti attorno. la senti volare nell'aria, in cerca del punto giusto della tua pelle su cui poggiarsi e iniziare a succhiare un po' del tuo sangue. un po' di quel sangue che di questo periodo contiene sempre una buona percentuale di birra, campari, gin, vodka, tequila, rum. sorridi. fantasticando sul fatto che se i carabinieri fermassero quella zanzara a un posto di blocco, l'arresterebbero per volo in stato di ebbrezza. ciò non diminuisce il fastidio che quella zanzara ti dà. quell'insignificante insetto che si ostina a ronzarti attorno. la tua presenza dà lo stesso fastidio di quella zanzara. la tua presenza è piacevole come lo è un suo bacio. quella zanzara adesso è morta spiaccicata sul muro accanto al mio letto. resta lo stesso fastidioso prurito che mi danno le tue parole. ma anche la soddisfazione di averla definitivamente schiacciata. a te, non posso schiacciarti ma posso scacciarti. prima che tu possa bere un altro po' del mio sangue. non ho risorse sufficienti per vedere in macro quel minuscolo animale contorcersi per i miei colpi. ma posso girare al contrario l'occhio elettronico che posseggo e il risultato è molto molto simile. lo stesso faccio con te. con te che non vuoi andare via. con te che voresti restare.
7 giugno 2009
silenziosamente dentro una nuova pelle
forte e con la giusta dose di indifferenza verso chi non mi dà più niente. le parole possono ferire ma i silenzi possono fare molto male. quei silenzi assordanti che dilatano il tempo. le parole che potrebbero spezzarli ci muoiono in bocca. che tutto quello che scrivo è il monumento che innalzo in loro memoria. queste pagine sono lapidi. ogni volta che mi chiedi cosa sto pensando una frase nasce nella mia mente e và a schiantarsi contro il muro delle mie incapacità di espressione interpersonale. pensare così tanto da non avere come farle uscire, tutte quelle parole. tranne che con l'inchiostro. che potrai collezionare tutti i miei silenzi e rivenderli al miglior offerente senza ricavarci alcun guadagno. oppure abituarti e imparare a leggere tra le righe. tra gli sguardi, tra le mani che si sfiorano e si stringono, tra gli abbracci, tra le labbra che si toccano. tra i miei occhi che hanno perso la capacità di piangere. momentaneamente, forse. che in questi giorni mi viene spesso di chiedermi come sarà tra dieci anni. quando non ho la minima idea di come sarà domani. che cazzo ci lamentavamo della routine quotidiana, quando adesso questa instablità ci sta uccidendo. che i mesi si staccano dal calendario appeso alle pareti e vanno a schiantarsi sul pavimento in silenzio. il tempo che passa non fa rumore ma scava crateri sul terreno incolto dei nosri futuri. che siamo incapaci di vedere lontano. i nostri occhi hanno una lunghezza focale massima di una settimana. poi, ci resta solo l'immaginazione. ci resta solo l'illusione.
9 maggio 2009

immaginare da lontano i Grand Hotel delle capitali europee. immaginare come sarebbe farsi tra quelle lenzuola di seta. ridere di schianto fantasticando su un servizio in camera a base di oppiacei. la sua pipa, sir. i nostri sono sogni semplici. i nostri sono sogni chimici. in fondo non chiediamo poi molto. un mondo di soffice neve in cui sprofondare liberi e asciutti. personalmente, mi accontenterei della pioggia. ma tu volevi la neve e dicevi non vedi quant'è bianca? non vedi com'è pura? a me sembrava solo fredda e incolore. mi ricordava la morte ma anche la pace e qualcosa di stabile. ma era un'illusione. era tutta una farsa. era solo farsi. adesso che ho tradito tutto e tutti mi sento come se stessi galleggiando tra le nuvole. e tutto cade nell'insensato. o forse solo in un senso troppo profondo perchè tu possa capirlo ancora. e mi ritrovo davanti a distributori di sigarette epilettici. a bordo di astronavi dal tasso alcolico elevato. sull'orlo di albe improvvisate da fissare e immortalare con occhi elettronici. penso a quanto sarebbe bello dissolversi nell'aria. poter fermare il tempo oppure spingerlo avanti. a un giorno passato o a un giorno futuro. e invece ci tocca di vivere il presente. immaginare sempre tutto da lontano. essere in un posto e pensare già a un altro. le eccezioni sono rare. la quotidianità è rarefatta. lì fuori a volte manca l'aria. il banale fa sesso anale con la vivacità. e il senso astratto delle cose si fa concreto nelle immagini vivide dei nostri desideri. così vivide da lasciare lividi sul cuore. abbiamo bisogno di mescolare i nostri mondi. l'astratto con il concreto, il sogno con la realtà. anestetizzare i sensi con i sorrisi e i contatti fisici. e in fondo non è poi così male ritrovarsi quì. sfrattati dal mondo e strafatti di vita. a immaginare i Grand Hotel da una stanza in subaffitto. farsi tra queste lenzuola sporche d'amore. addormentarsi in un abbraccio. sognare di vivere in un sogno. e risvegliarsi con un buongiorno da dire a due occhi che chiedono il sole. la tua neve adesso è lontana. oggi si và al mare.
5 maggio 2009
ogni riferimento a soli o lune realmente esistiti o esistenti, è puramente voluto.
4 maggio 2009
29 aprile 2009
6 aprile 2009
"fa' che non parli di me"
3 aprile 2009
manteniamoci bassi, va' bene così
e non avremo mai più rimorsi. rimpianti si ma rimorsi mai. il vecchio Bonnot aveva perfettamente ragione. e come Platano ce lo tatueremo a vita ma non sul braccio destro, dentro il cuore, marchiato a fuoco sull'anima. dedicami un altro quadro dipinto sul cartone. ti dedicherò un'altra poesia chimica scritta su un tovagliolo del bar. un altro caffè macchiato senza schiuma, grazie. hanno dovuto drogarmi per farmi rimaner sveglio. adesso l'hai capita o no? allora andiamo a vedere l'alba da Mondello e te lo spiego. ma fermami se comincio a parlarti di esposizioni, lunghezze focali, tempi di scatto e aperture di diaframmi. non vorrei diventare troppo interessante. manteniamoci bassi, che così va' bene. del tipo aaahhhh, l'ha visto anche lei? tanto, sei solo la troia che mi scopo in questi giorni. niente di più. ma no, non offenderti, in realtà sono io la troia. quella che si vende a chiunque e per qualunque cifra. cosa sono gli ideali? io me lo sono scordato. li abbiamo venduti tutti durante i saldi di fine stagione. adesso, non ci resta che aspettare un'altra stagione del terrore. nel frattempo stiamocene buoni buoni nella nostra infinita inferiorità numerica. e ridiamo in faccia alla maggioranza del senso comune. oppure non sforziamoci affatto. digli solo: lascia stare, non puoi capire. perchè non ci resta altro da fare che rifugiarci nell'arte. e dentro di essa nascondere le pistole, le bombe e le pietre. lì non possono fermarci, perchè pagano il prezzo dell'ignoranza. e allora, chi è che si è venduto? e a cosa? comunque, lascia stare. tanto non puoi capire
24 marzo 2009
quando mi dicevi: smettila di pensare, facciamoci.
23 marzo 2009
post it: abbattere tutto e gettare nuove fondamenta
22 marzo 2009
..lo giuro, sono un romantico...a modo mio..
“stasera ti invito a cena. solo io e te.
si, davvero. ti porto a mangiare alla mensa dell’università.
poco romantico? dici?
è che io e la galanteria non ci siamo mai capiti. siamo troppo diversi.
per me è romantico dividersi in due lo stesso acido e uscire dalla via retta della banalità. è romantico bere insieme una bottiglia di vino. ma senza usare i bicchieri.
ah, tu non bevi? e non fai neanche uso di droghe. ho capito. ma non hai mai neanche provato?
no. beh ma allora…vabbè, cambiamo discorso.
no, non ascolto quel genere di musica. vedi, è perché non bevi e non ti droghi.
si che c’entra, come no?
ma che cazzo ne sai? mi conosci da due giorni. che cazzo ne sai di quanto mi rovinano la vita queste cose.
beh, pazienza. la vecchiaia al momento non mi interessa.
di cosa mi importa? beh, non lo so. di tante cose.
mi importa di oggi. mi interessa di me, della mia vita presente. vaffanculo il passato e chi se ne fotte del futuro.
no, non sono nichilista. o forse si. chi se ne frega di quello che sono. sono questo. punto.
troppo antipatico? si? beh, è perché non sono ancora abbastanza ubriaco. sono ancora nella fase del veleno alcolico.
ahha, no no. sei tu a non essere il mio tipo. sarai pure una bella figa ma di cosa dovremmo parlare noi due? non è che posso stare tutto il tempo a sparare cazzate per sembrarti simpatico.
dovresti cercarti uno studente di giurisprudenza. sarebbe l’ideale per te.
si, lo so. sono uno stronzo. ma non è colpa mia. è dio che mi ha sputato fuori così.
ti sembro uno che crede in dio? ma neanche per sogno.
ah, tu si? e dimmi, come te lo immagini? e come le giustifichi tutte le cazzate che fa?
ah, vero. il libero arbitrio. voi avete una giustificazione per tutto.
vabbè, lascia stare. sennò finisce che divento davvero cattivo. meglio farmi un altro cocktail. per l’aperitivo uno non basta.
bevo troppo? no, questo è niente.
e che ci vuoi fare, mi piace.
no, non sono un alcolizzato. non credo proprio che diventerò uno di quei mariti che tornano a casa ubriachi e picchiano la moglie.
no che non odio la mia vita. mi piace, davvero.
perché mi faccio del male? ma che cazzo ne sai di come sto.
no, non è così. è un po’ complicato da spiegare e io non ho proprio voglia di farlo con te.
si si, ok. senti, ci vediamo. vado a farmi un giro.
ok, sono anche maleducato, fa niente.
vaffanculo anche a te. ciao”