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29 luglio 2010

NELL'IMPOSSIBILITA' DI SMETTERE OLTRE IL PIACERE

io te e l'alba. tutto il resto è stato spazzato via dalle parole che non avremmo dovuto dire. che vadano pure a farsi fottere Berlino Parigi e Milano. dici che più cinico di me soltanto dio. tutte le occasioni disperse e i lavori di merda che non vediamo l'ora di lasciare. ci hanno raggiunti anche qui. i centri commerciali, la coca, i turisti inglesi e le loro parole peggiori. quando ogni respiro è un miracolo e ce ne accorgiamo solo quando stiamo soffocando. ogni nostro piccolo gesto è una lotta per la sopravvivenza in questo paradiso spietato. accorgersi di non avere più vent'anni è un po' come morire una prima volta. questa vita sfigurata e i doppi turni. il tempo che non basta mai per consumarci abbastanza. quando è troppo tardi per scopare che tu devi andare a lavorare e ritorni che io devo andare a lavorare. tanto poi tu parti e io non avrò mai tempo per inseguirti. resteremo io e l'alba. senza di te. l'essenza di te in fondo a mille bicchieri. l'assenza come presenza costante in questa vita dislocata altrove. almeno ti resterà di che scrivere, dici. quando io preferirei restare senza parole.

13 luglio 2010

CON LO STESSO APPARATO RESPIRATORIO DEGLI SQUALI. E NON SOLO QUELLO.

e all'improvviso arriva i silenzio. pesante come il cielo che inizia a sbiadirsi. i nostri giorni che non hanno mai ventiquattro ore sezionati nei modi più diversi. alla fine l'asfalto è sempre bagnato e rosso. la violenza deve pur sfociare da qualche parte. e noi sempre felici, sorridenti e disponibili per contratto. il buon umore come convenzione sociale. dici che dormo sempre troppo poco. sarà che mi sembra una perdita di tempo che non possiamo permetterci. l'incompletenza del pronome io. e per sentirci vivi finiamo sempre a farci del male. nella stagione dei ritorni momentanei che tanto poi ci spargeremo di nuovo tutti per le città di questa italia Patetica. sarà dopo la fine dei rapporti stagionali come i nostri lavori di merda. che la stabilità è un concetto estraneo alla nostra generazione precaria in tutto e per tutto. le vene dei nostri amici che per fortuna non si tagliano bene. giuro di dire la verità, solo la verità, nient'altro che la verità: io odio la razza umana. a parte qualche rara e significativa eccezione. la nostra apatia che ha radici nell'impossibilità. la difficoltà della nostra sincerità. come il tuo culo fasciato di nero e le nostre bocche sporche di noi.


6 luglio 2010

L'ASTRATTEZZA DI QUESTO VOLERSI BENE

avremo bisogno di una trasfusione di buoni propositi. tra le eterne distanze e le infinite ripartenze. nella nostra totale mancanza di fiducia. quando eravamo distanti eppure così vicini. quando siamo vicini eppure così distanti. perse tutte le guerre di indipendenza dai legami più complicati. le nostre vite con fusi orario da continenti diversi. chilometri di fili trasparenti tra le nostre anime, ingarbugliati ai fuori programma. tanto anche se parlassi non sentiresti niente. ci sono troppe pubblicità e poche zone d'ombra. magari se ci fosse un modo per tenersi distanti si potrebbe anche sperare. altro assenzio in fiamme sui nostri isolamenti forzati. che ci sono rimaste in testa tutte le parole inopportune. l'attesa ai tempi della comunicazione immediata. quando sentirsi e vedersi non è mai come toccarsi. quando speri di perdere tutto. e gli scontrini smarriti delle nostre promesse. arrivederci amore a quando saremo peggiori. che ci hanno rubato anche l'estate e quella strana cosa che non ci faceva dormire. per tutte le volte che non abbiamo avuto la forza per ferirci e per i risvegli perduti. i costanti ci vediamo presto per modo di dire. per tutti i sorrisi che non sono serviti a niente. magari ci fosse un modo per tenerci vicini. potremmo ancora permetterci il lusso della meraviglia. il romanticismo ai tempi dell'inquinamento. dei cieli senza più stelle. nuotiamo tra i sacchetti della spesa dismessi e i bicchieri vuoti della sera prima. tra le bottiglie con dentro lettere di licenziamento da questa vita. cosa c'è di bello nel nascere in riva al mare se è un mare di rifiuti. e scopiamo sulle spiagge dimenticare per dimenticarci. sotto le mura delle case abusive. e dovrà pur esserci un condono per i nostri rapporti illegali.



"pochi motivi per dire la verità
molti per mentire"