19 agosto 2009

le tue parole che appaiono sullo schermo del telefono mi danno dello stronzo ma chi se ne fotte. io parlo già un'altra lingua sulle scie chimiche della sera prima. alle nove del mattino questi bar hanno una funzione che disconoscevo. sul giornale ancora caldo il titolo: di rave party si muore. penso che se così fosse tenterei il suicidio quasi ogni sera. penso che se adesso scappassimo a Londra come abbiamo sempre sognato mi sembrerebbe una cosa così stupida. sarebbe come scegliere di essere felici per sempre. quindi resto in questo nostro inferno in riva al male. anche se più che abbronzarmi preferisco sbronzarmi. noi che siamo alcolisti dichiarati. noi che siamo tossici indipendenti. noi che non riusciamo mai a stare sulla corsia centrale. o andiamo piano a destra o sfrecciamo sulla sinistra noncuranti dei limiti di velocità. chissà da dove nasce questo bisogno di avere o tutto o niente. questa spinta verso la vita che ci brucia dentro. che ci fa contorcere le viscere come al vecchio Bonnot. e questa necessità insensata di scrivere non è voglia di condivisione nè ha l'obiettivo di portare le nostre parole a più persone possibili. tanto in pochi capirebbero. per noi scrivere è un dolore. scrivere è la cura. scrivere è svuotarci del veleno che abbiamo dentro. scrivere è vivere ciò che non possiamo vivere. scriviamo per cambiare ciò che non possiamo cambiare nella realtà. scriviamo per odio, per amore, per necessità istintiva. per sopravvivere. vendere ciò che scriviamo sarebbe come vendere noi stessi. tra non molto sarò anch'io una troia in bella mostra sugli scaffali della tangenziale libraia. già ti immagino cercare il mio nome anonimo tra i grandi nomi importanti. già ti immagino leggere ciò che ho dentro senza avermi mai conosciuto. poi vorrei che mi scrivessi. che mi scrivessi che scrivo di merda. perchè un Santo al Contrario ha bisogno anche degli sputi in faccia. per continuare a odiare. per continuare a scrivere.

4 commenti:

  1. o come un ribelle che combatte rivolte del tutto personali. che spesso neanche si vedono, perchè scoppiano dall'interno e gli unici segnali esterni sono parole, rapporti interpersonali dati alle fiamme senza dare spiegazioni.

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  2. Quelle notti di tutto e di niente...alcolisti anonimi e tossici dichiarati..queste parole mi riportano indietro ma senza rimorsi..l'unica cosa certa la sai qual'è..ma se gli alberghi appena costruiti coprono i tramonti tu non preoccuparti!

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  3. non mi preoccupo perchè, se è così, mi basta spostarmi un po' più in là. hanno costruito un albergo a 5 stelle proprio davanti ai miei occhi ma al posto degli hotel preferisco i motel. o meglio ancora il tetto stellato della spiaggia. ma il tramonto andremo a vederlo da un'altra parte. io dove eravamo ieri sera. tu dove io non sono mai stato.

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