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29 dicembre 2010

E ADESSO PUOI RINCHIUDERTI NEL BAGNO A VOMITARE LE TUE POESIE


e infatti sono andati via tutti. a malincuore ed esalando un primo sospiro di sollievo. come si lascia la prima donna amata. come si lascia una madre ad invecchiare in un ospizio scadente. e noi testardi e folli idioti ancora innamorati del mare. figure in dissolvenza nel niente di fatto. mentre altri futuri e altri scontri esplodono nel cielo distillato della vostra calma apparente. si capiva a prima vista che si era trasferita a bologna dal senso di emulazione di gesti irripetibili che si portava addosso. e poi perchè tutti i suoi vestiti odoravano di fumo buono. di quello che noi non ci possiamo mai permettere. come i nostri obiettivi troppo costosi. accontentarsi. accontentarsi. accontentarsi. che poi quand'è che i soldi hanno iniziato ad essere un fattore così importante per le nostre vite? e il cielo è sempre più nero, altrochè. e la rivoluzione se è un gioco non possiamo più concedercelo. che la nostra è più che altro una vita violentata. e nonostate tutto ammettere di essere felici così come si ammette una colpa. per il ruolo che ci siamo scelti o che più semplicemente ci siamo ritrovati appiccicato addosso. come quando mi dici che il nero mi donava di più e allora non hai capito un cazzo. ma tanto il passato è come quelle parole su fogli impolverati che ritrovi in fondo ai cassetti e che non ricordavi neanche di avere scritto.

1 commento:

  1. Questa si che è Violenza! della serie:'quando vomitare diviene puro godimento l'intero stomaco è ormai salvo; nel senso, che questo vomito è Oro. wordpress;)

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