e non avremo mai più rimorsi. rimpianti si ma rimorsi mai. il vecchio Bonnot aveva perfettamente ragione. e come Platano ce lo tatueremo a vita ma non sul braccio destro, dentro il cuore, marchiato a fuoco sull'anima. dedicami un altro quadro dipinto sul cartone. ti dedicherò un'altra poesia chimica scritta su un tovagliolo del bar. un altro caffè macchiato senza schiuma, grazie. hanno dovuto drogarmi per farmi rimaner sveglio. adesso l'hai capita o no? allora andiamo a vedere l'alba da Mondello e te lo spiego. ma fermami se comincio a parlarti di esposizioni, lunghezze focali, tempi di scatto e aperture di diaframmi. non vorrei diventare troppo interessante. manteniamoci bassi, che così va' bene. del tipo aaahhhh, l'ha visto anche lei? tanto, sei solo la troia che mi scopo in questi giorni. niente di più. ma no, non offenderti, in realtà sono io la troia. quella che si vende a chiunque e per qualunque cifra. cosa sono gli ideali? io me lo sono scordato. li abbiamo venduti tutti durante i saldi di fine stagione. adesso, non ci resta che aspettare un'altra stagione del terrore. nel frattempo stiamocene buoni buoni nella nostra infinita inferiorità numerica. e ridiamo in faccia alla maggioranza del senso comune. oppure non sforziamoci affatto. digli solo: lascia stare, non puoi capire. perchè non ci resta altro da fare che rifugiarci nell'arte. e dentro di essa nascondere le pistole, le bombe e le pietre. lì non possono fermarci, perchè pagano il prezzo dell'ignoranza. e allora, chi è che si è venduto? e a cosa? comunque, lascia stare. tanto non puoi capire
3 aprile 2009
manteniamoci bassi, va' bene così
e non avremo mai più rimorsi. rimpianti si ma rimorsi mai. il vecchio Bonnot aveva perfettamente ragione. e come Platano ce lo tatueremo a vita ma non sul braccio destro, dentro il cuore, marchiato a fuoco sull'anima. dedicami un altro quadro dipinto sul cartone. ti dedicherò un'altra poesia chimica scritta su un tovagliolo del bar. un altro caffè macchiato senza schiuma, grazie. hanno dovuto drogarmi per farmi rimaner sveglio. adesso l'hai capita o no? allora andiamo a vedere l'alba da Mondello e te lo spiego. ma fermami se comincio a parlarti di esposizioni, lunghezze focali, tempi di scatto e aperture di diaframmi. non vorrei diventare troppo interessante. manteniamoci bassi, che così va' bene. del tipo aaahhhh, l'ha visto anche lei? tanto, sei solo la troia che mi scopo in questi giorni. niente di più. ma no, non offenderti, in realtà sono io la troia. quella che si vende a chiunque e per qualunque cifra. cosa sono gli ideali? io me lo sono scordato. li abbiamo venduti tutti durante i saldi di fine stagione. adesso, non ci resta che aspettare un'altra stagione del terrore. nel frattempo stiamocene buoni buoni nella nostra infinita inferiorità numerica. e ridiamo in faccia alla maggioranza del senso comune. oppure non sforziamoci affatto. digli solo: lascia stare, non puoi capire. perchè non ci resta altro da fare che rifugiarci nell'arte. e dentro di essa nascondere le pistole, le bombe e le pietre. lì non possono fermarci, perchè pagano il prezzo dell'ignoranza. e allora, chi è che si è venduto? e a cosa? comunque, lascia stare. tanto non puoi capire
24 marzo 2009
quando mi dicevi: smettila di pensare, facciamoci.
23 marzo 2009
post it: abbattere tutto e gettare nuove fondamenta
22 marzo 2009
..lo giuro, sono un romantico...a modo mio..
“stasera ti invito a cena. solo io e te.
si, davvero. ti porto a mangiare alla mensa dell’università.
poco romantico? dici?
è che io e la galanteria non ci siamo mai capiti. siamo troppo diversi.
per me è romantico dividersi in due lo stesso acido e uscire dalla via retta della banalità. è romantico bere insieme una bottiglia di vino. ma senza usare i bicchieri.
ah, tu non bevi? e non fai neanche uso di droghe. ho capito. ma non hai mai neanche provato?
no. beh ma allora…vabbè, cambiamo discorso.
no, non ascolto quel genere di musica. vedi, è perché non bevi e non ti droghi.
si che c’entra, come no?
ma che cazzo ne sai? mi conosci da due giorni. che cazzo ne sai di quanto mi rovinano la vita queste cose.
beh, pazienza. la vecchiaia al momento non mi interessa.
di cosa mi importa? beh, non lo so. di tante cose.
mi importa di oggi. mi interessa di me, della mia vita presente. vaffanculo il passato e chi se ne fotte del futuro.
no, non sono nichilista. o forse si. chi se ne frega di quello che sono. sono questo. punto.
troppo antipatico? si? beh, è perché non sono ancora abbastanza ubriaco. sono ancora nella fase del veleno alcolico.
ahha, no no. sei tu a non essere il mio tipo. sarai pure una bella figa ma di cosa dovremmo parlare noi due? non è che posso stare tutto il tempo a sparare cazzate per sembrarti simpatico.
dovresti cercarti uno studente di giurisprudenza. sarebbe l’ideale per te.
si, lo so. sono uno stronzo. ma non è colpa mia. è dio che mi ha sputato fuori così.
ti sembro uno che crede in dio? ma neanche per sogno.
ah, tu si? e dimmi, come te lo immagini? e come le giustifichi tutte le cazzate che fa?
ah, vero. il libero arbitrio. voi avete una giustificazione per tutto.
vabbè, lascia stare. sennò finisce che divento davvero cattivo. meglio farmi un altro cocktail. per l’aperitivo uno non basta.
bevo troppo? no, questo è niente.
e che ci vuoi fare, mi piace.
no, non sono un alcolizzato. non credo proprio che diventerò uno di quei mariti che tornano a casa ubriachi e picchiano la moglie.
no che non odio la mia vita. mi piace, davvero.
perché mi faccio del male? ma che cazzo ne sai di come sto.
no, non è così. è un po’ complicato da spiegare e io non ho proprio voglia di farlo con te.
si si, ok. senti, ci vediamo. vado a farmi un giro.
ok, sono anche maleducato, fa niente.
vaffanculo anche a te. ciao”
21 marzo 2009
giusto il tempo di un caffè macchiato d'inchiostro
6 marzo 2009
basta un poco di birra e la pillola va' giù
in queste sere d'attesa andremo a dormire strafatti. ma ognuno nel suo letto. ma solo dopo aver preso tutto quel che si può da questa città. ci vuole una botta di vita, per poter ritrovare il punto da cui far ripartire le parole. c'è qualcuno che attende le tue frasi ben costruite e tu non sai come cazzo si alzano muri solidi e resistenti. è sempre stato tutto un po' fragile, sempre campato in aria. adesso c'è bisogno di solidità. ora che le aspettative astratte iniziano a farsi concrete. dunque va' via e lasciamo in disparte. e tu resta lì dove sei, lontana nel tempo e nello spazio. tu che ancora non esisti, invece, fatti avanti. nel frattempo restano solo le parole, le bottiglie, le pilloline, le immagini da imprimere su carta opaca, le mille sigarette da bruciare, le corde della chitarra da spezzare, il borsone da riempire e disfare di continuo, le notti insonni, le caffettiere da svuotare da solo. il tu che diventa lei, per iniziare a mettere delle distanze. e i tempi verbali giusti da usare, per non confondere il passato con il presente, il presente con il futuro e il futuro con il passato.
2 marzo 2009
"sai chi sarebbe da fucilare?"
i vecchi che dicono 'e me tempi...'. così come i ragazzini che dicono 'la mia generazione' e i maglioncini dolce&gabbana che scrivono sui blog. le chitarre che suonano sulla spiaggia, le bottiglie di birra sulle scalinate e le coppiette sui ponticelli dei navigli. i preti che illudono la gente, i politi che giocano a fotterci. i perbenisti, i qualunquisti, gli apatici, i benpensanti, i difensori della patria, gli uomini d'onore, i controllori dei tram, i vigili urbani, i venditori porta a porta di enciclopedie, gli intellettuali da salotto, i bibliotecari che non hanno mia letto un libro, i medici cattolici, gli autonomisti di destra, i comunisti, i fascisti, i socialisti, i democristiani, i radicali, i centristi e gli anarchici di sinistra."
"vuoi sapere chi è da salvare?
le puttane del porto e i barboni che sanno cos'è la vita. si salvano gli ubriaconi da bar rancorosi verso il mondo. il bambino romeno a cui paghi un panino in piazza duomo. si salva chi ha il coraggio di inventarsi un futuro e chi ha la lucidità di capire che un futuro non è più possibile. si salva chi mi dà qualcosa e chi non mi dà niente senza chiedere niente in cambio. il giornalista che perde il posto di lavoro, perchè vuol dire che ha scritto la verità. l'operaio mandato a casa, perchè vuol dire che ha parlato troppo. si salva chi vive una vita difficile, perchè sa davvero cosa sono il rispetto e la lealtà."
"noi? noi siamo sempre davanti al plotone d'esecuzione ma non ci spara mai nessuno, perchè siamo capaci di ingannare con le parole."